Alberto Almas

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Dietro allo pseudonimo di Alberto Almas si nasconde uno dei musicisti italiani più attivi degli ultimi anni. Il progetto è uno scontro tra la no-wave industrial ed il synth punk più crudo, un viaggio lancinante nella coscienza di ognuno.“I” è uscito in copia fisica il 24 Novembre per Slimer Records, in 100 copie incise su lastre ospedaliere ed è attualmente sold out. Una live session di “II” e un inedito sempre live sono uscite lo scorso 25 Gennaio su cassetta per Italia Occulta in 33 copie.

RECENSIONI

Rolling Stone – “I” première video
Non aver paura del futuro, in quanto ciò di cui hai paura deve ancora succedere.

Rockit – disco del giorno
Così come Dante, a suo tempo, per aspirare alla “rosa celeste” dovette, letteralmente, fare un viaggio sempre più in fondo verso l’abisso, così Almas con “I” sprofonda i suoni nel più buio sonico per ritrovare una stilla di autenticità. Mattia Nesto.

Rumore – in Italia
Reminiscenze punk anni 80, abbondante uso di sintetizzatori e drum machine analogiche, cantato in italiano e produzione che ammicca oltreoceano. Il ritorno, rivisitato e attualizzato, alle radici sonore della New wave italiana ultimamente dà frutti e miete consensi. In quel senso il primo singolo del “misterioso” ha tutte le carte per funzionare: se son rose annegheranno. Marco Pecorari.

Rockit – “II” première video
L’oscuro synthpunk di Alberto Almas, dominato da sintetizzatori e drum machine, che tanto deve al punk e alla new wave degli anni ’80, trova in questo video la sua controparte visiva: girato durante le registrazioni da Bessie Secor, richiama la atmosfere della serie tv tedesca “Dark”, disponibile su Netflix.

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